lunedì 10 marzo 2025

Diversificazione...fatta bene!

 DIVERSIFICAZIONE

Ciao a tutti, cosa vi viene in mente quando si parla di diversificazione?

Qualcuno vi dirà che è quella pratica messa in atto per non concentrare tutto il nostro capitale all'interno di un unico bene, al fine di evitare un tracollo qualora le cose non andassero come previsto.
Non ha ben chiaro in che modo vada attuata ma la percepiscono come un qualcosa di utile per raggiungere lo scopo
Giusto no? 

Qualcun'altro vi dirà che ne ha sentito parlare, perchè si è informato su molti libri, su molti autori e dai contenuti didattici presenti su youtube: una forma di protezione indispensabile per proteggerci da danni irrimediabili. 
Bene!

Poi esistono i bastian contrario,  coloro che hanno un'opinione totalmente atipica e vi diranno che la diversificazione, come diceva "un certo Bufett" è soltanto una protezione contro l'ignoranza, perchè se uno sa realmente quello che sta facendo, diversificando stai solamente diluendo in varie atività il tuo rendimento e quindi stai di fatto "perdendo soldi" diversificando.

Insomma, come ogni Macro Argomento che si rispetti, partendo dalla forma del globo terrestre e dalla creazione dell'uovo prima ( o dopo...boh!) della Gallina, anche questo è un tema che divide e dove tutti potremmo avere potenzialmente ragione.





Ora però, addentriamoci dritti al punto e capiamo esattamente di cosa stiamo parlando.
Secondo Wikipedia, la diversificazione  "consiste in una riduzione della rischiosità del suo rendimento, legata alla presenza di più attività finanziarie, i cui rendimenti non sono perfettamente correlati, all'interno del portafoglio stesso".

Quindi, all'atto pratico, consiste nell'aggiungere o nel dividere  le varie classi di investimento non legate tra loro, allo scopo di ridurne il rischio complessivo.



Ma siamo così sicuri che questo concetto, così tanto spiegato e dibattuto, venga messo in pratica nel modo corretto? Perchè un conto è il fatto di sapere in linea teorica una cosa, l'altro è il mettere in pratica la nozione acquisita come si deve.




CHI SONO E COME SI COMPORTANO LE VARIE ASSET CLASS?

Azioni: Il vero motore di crescita di un portafoglio: tendono a salire nei periodi di crescita economica e scendere in quelli di recessione.

Il loro apporto è fondamentale per una crescita del proprio capitale, poichè sono la classe di attività con il maggiore rendimento atteso.

In ogni scenario di lungo periodo, con qualsiasi semplice backtest potremmo vedere come le azioni hanno sovraperformato qualsiasi altro asset; tuttavia comportano una dose di volatilità (un classico indice MSCI WORLD può perdere anche il 5% in una singola sessione, non è così raro) che spesso viene "limata" attraverso l'impiego delle obbligazioni 

Obbligazioni governative (bond): In questo articolo menzionerò solo i Bond Governativi, potremo dedicare altri post sulle varie tipologie di obbligazioni.

Questa Asset Class è molto considerata poichè  spesso si muove in direzione opposta alle azioni.

Infatti, nei periodi di forte recessione, o di forte incertezza  i Bond Governativi hanno rappresentato un'ancora di salvezza poichè gli investitori tendono a privilegiare gli investimenti ritenuti più stabili e sicuri rispetto alle azioni.

Tuttavia, gli scenari di forte inflazione e con un rialzo repentino dei tassi di interesse ( come abbiamo visto nel 2022), ha messo a dura prova i portafogli con la classica struttura 60/40 poichè insieme ad un calo dell'azionario abbiamo assistito ad un parallelo crollo dei prezzi dei bond governativi, soprattutto quelli a scadenza più lunga,  maggiormente sensibili alle dinamiche dei tassi. 


Notate l'andamento differende nel tempo e come nel 2022 i Bond non sono stati di aiuto nel mitigare la volatilità .


Questo scenario, che non si vedeva da diversi anni sui mercati, ha fatto riapprezzare la prossima Asset Class che ha saputo districarsi in scenari di alta inflazione, dopo un decennio dormiente;


Materie prime (oro, petrolio, rame, ecc.): Abbiamo un sacco di materie prime scambiabili sui mercati; Quello che ci serve sapere oggi, è che ogni commodities ha un andamento proprio, che tiene conto della domanda e dell'offerta, oltre alle previsioni future sul loro prezzo che vengono regolarmente riviste e a fattori di natura geopolitica.



Dopo un decennio "dormiente" (2009/2020), le materie prime sono tornate ad apprezzarsi in seguito allo shock causato dal Covid 2019 che ha minacciato gli approvvigionamenti e la successiva ondata inflattiva dovuta alle successive politiche monetarie 


Sappiamo bene che hanno una certa correlazione con il ciclo economico e spesso il loro andamento è  correlato con le azioni, ma in scenari di sorprese inflattive hanno nuovamente dimostrato che detenerne in percentuali mirate, data la loro alta volatilità, può aiutarci a limitare le perdite e la volatilità dove non bastano le obbligazioni senza compromettere i rendimenti finali.





L'oro, a differenza di tutte le materie prime, merita un discorso ed un grafico a parte.
Si è sempre contraddistinto come bene rifugio durante le turbolenze e questo paragone con l'indice Americano ne è una evidente conferma.



Criptovalute: Asset digitali, in reatà le più giovani della classe.
Il loro principale esponente è Bitcoin, un asset decentralizzato con una quantità di erogazione limitata a 21 Milioni di Token, e ad oggi la prima criptovaluta per capitalizzazione ed importanza.

Sono ancora molto dibattute, poichè per alcuni investitori rappresentano il futuro mentre per altri non sono altri che un mero asset speculativo.

Ci sono molti altri progetti, cito per importanza Ethereum, Solana, Cardano e Ripple.

Ad oggi, nonostante tutto, l'intero ecosistema cripto è fortemente influenzato dal sentiment di mercato, che passa da stati di estrema euforia a momenti di estremo panico; essendo ancora asset relativamente piccoli e considerati (a ragione) molto rischiosi dal mercato, il loro valore può tranquillamene oscillare del 10/15% in un giorno di contrattazione: attenzione direi!!


IL MITO DELLA DIVERSIFICAZIONE CHE NON DIVERSIFICA

Prendiamo un esempio pratico: i portafogli più comuni su eToro

Molti investitori pensano di essere ben diversificati solo perché detengono asset con nomi diversi. Un portafoglio tipico potrebbe includere:

  1. - ETF su S&P 500
  2. - ETF su Nasdaq 100
  3. - Bitcoin
  4. - Un mix di criptovalute

A prima vista, sembra una buona diversificazione. 
Tuttavia è l'esempio perfetto di come una apparente diversificazione sia in realtà colma di strumenti rindondanti tra loro!
Infatti, se analizziamo bene:

1. S&P 500 e Nasdaq 100 hanno molte sovrapposizioni: il peso delle prime partecipazioni in realtà non è così differente, di conseguenza ad oggi così non stiamo diversificando un bel nulla!

Guardando le prime dieci partecipazioni dall'etf di Ishares che replicano lo Standard and Poor's, corrispondente al ticker CSSPX ,troviamo questi grandi attori:


Prime 10 partecipazioni

Peso delle prime 10 partecipazioni
su 503
37,61%
Apple
7,61%
NVIDIA Corp.
6,74%
Microsoft Corp.
6,31%
Amazon.com, Inc.
4,14%
Meta Platforms
2,57%
Tesla
2,33%
Alphabet, Inc. A
2,23%
Broadcom
2,20%
Alphabet, Inc. C
1,83%
Berkshire Hathaway, Inc.
1,65%



Mentre se ci focalizzato su un etf, per coerenza sempre di ishares, che replica il Nasdaq, ticker CNDXL,   troveremo queste partecipazioni:




Prime 10 partecipazioni

Peso delle prime 10 partecipazioni
su 101
52,43%
Apple
9,76%
NVIDIA Corp.
8,62%
Microsoft Corp.
8,09%
Amazon.com, Inc.
5,96%
Broadcom
4,66%
Tesla
3,88%
Meta Platforms
3,30%
Alphabet, Inc. A
2,86%
Alphabet, Inc. C
2,73%
Costco Wholesale
2,57%

Fonte: Just Etf.


È evidente come le principali partecipazioni siano quasi identiche, portando i due indici a muoversi in modo molto simile nei vari scenari.


Ok ma io ho anche le cripto!



Bè, brutta notizia: Bitcoin e le criptovalute sono spesso correlate al tech, e quando il tech sale tendono a salire in modo maggiore, così come quando il Nasdaq scende, il comparto crolla vertiginosamente;
Durante i crolli del 2022 hanno dimostrato di non essere ancora considerate come un bene rifugio, se mai lo saranno realmente, vista La loro natura altamente speculativa.






inoltre le altcoin seguono Bitcoin più di quanto si pensi: Viene detto che quando Bitcoin tossisce  le Altcoin prendono il raffreddore, e vi assicuro che è proprio così.
Sicuramente acquistando un mix di Token stiamo prendendo un minore rischio specifico, ma diversficare è tutt'altra cosa.


CONCLUSIONE: STAI DAVVERO DIVERSIFICANDO?

Alla fine, diversificare non significa solo aggiungere strumenti con nomi diversi. Se hai Nasdaq, S&P 500 e Bitcoin, non stai riducendo il rischio, stai solo creando dei doppioni.

La vera diversificazione è costruire un portafoglio in cui gli asset abbiano rendimenti non perfettamente correlati.

Vi mostro alcuni esempi dei più classici Lazy Portfolio che possiamo tranquillamente replicare in modo passivo.
Come vediamo, ogni classe di attività è presente in una quantità precisa e considerata per garantire il suo apporto nel modo corretto.
Ovviamente non voglio dire che vadano seguiti alla lettera, perchè ognuno di noi ha obbiettivi diversi.
Tuttavia, il principio su cui si basano risiede nel detenere varie classi  decorrelate tra loro per potersi adattare al meglio in vari scenari economici.
Questi rappresentano un ottimo esempio di diversificazione reale



Ecco il Golden Butterfly portfolio




Oppure il famosissimo All Weather 




Ed ecco il Permanent Portfolio. 




Voglio terminare con un aspetto molto importante: La Diversificazione non permette di incrementare i guadagni.
Semplicemente,  non è questo il suo vero scopo, come molti erroneamente sostengono.

Di fatto, il suo vero scopo risiede nel mitigare la volatilità, ed evitare perdite definitive limitando al minimo i rischi specifici permettendoci di raggiungere al meglio i nostri obbiettivi.

Vi ringrazio per la lettura, e come sempre vi auguro un Buon Proseguimento.

Gioele






mercoledì 5 marzo 2025

Buy And Hold

Il mito del Buy and Hold: Quando detenere un asset per sempre è un errore

Ciao a tutti, e benvenuti in questo nuovo episodio.

Oggi ho voluto dedicare spazio ad un argomento molto dibattuto, ma che  resta cruciale per avere successo sul lungo termine.
Sto parlando del concetto di Buy And Hold.

Il concetto di "buy and hold" è uno dei pilastri più diffusi negli investimenti. L'idea è semplice: acquistare un asset solido e mantenerlo nel tempo, indipendentemente dalle oscillazioni di mercato, magari conprando progressivamente un maggiore numero di quote periodicamente o quando l'asset subisce delle forti perdite

Se è correto,  da un lato, il fatto di avere pazienza durante le varie fasi di un ciclo economico, e di non farsi prendere dalle emozioni vendendo tutto rovinosamente quando il mercato storna, è altrettanto corretto segnalare che anche l'esatto opposto, ovvero l'applicazione sistematica di questa strategia non è infallibile, soprattutto quando si applica ad asset altamente concentrati. La storia è piena di esempi di aziende che sembravano indistruttibili, ma che col tempo hanno perso valore o addirittura sono crollate. In questo articolo analizzeremo tre casi emblematici: Telecom Italia, Monte dei Paschi di Siena ed Evergrande.

Caso studio 1: Telecom Italia

Negli anni '90, Telecom Italia era il colosso delle telecomunicazioni in Italia, un’azienda considerata una roccaforte per gli investitori. Tuttavia, la combinazione di scelte strategiche discutibili, un forte indebitamento e l’arrivo di nuovi competitor ha minato il suo valore nel tempo. Chi ha mantenuto le azioni Telecom per decenni ha visto un drastico calo del proprio investimento. Questo dimostra che anche le aziende leader possono declinare quando non riescono ad adattarsi ai cambiamenti del mercato.



Guardate come dopo aver toccato il massimo di 10 Euro per azione nel 2000, il titolo ha costantemente perso terreno arrivando addirittura ad un livello inferiore dalla sua originaria quotazione


Caso studio 2: Monte dei Paschi di Siena

Monte dei Paschi di Siena è una delle banche più antiche del mondo, fondata nel 1472. Per molto tempo è stata considerata una realtà solida e prestigiosa. Tuttavia, scelte gestionali errate, acquisizioni discutibili e una cattiva gestione del rischio hanno portato la banca sull'orlo del fallimento. Gli investitori che hanno continuato a detenere le azioni di MPS hanno subito enormi perdite, scoprendo sulla propria pelle che anche un brand storico non garantisce la sicurezza di un investimento.


Anche in questo caso, stiamo parlando di un gruppo bancario che in passato era stato considerato come solido ed affidabile;
Ricordo, tra l'altro, che il gruppo nel 2017 aveva ricevuto aiuti dichiarati per 5.4 Miliardi di Euro.


https://www.ilsole24ore.com/art/salvataggio-mps-aiuti-pubblici-54-miliardi-privati-43-miliardi-AEL2H7qB?refresh_ce=1


Caso studio 3: Evergrande

Il colosso immobiliare cinese Evergrande è un esempio perfetto di come la crescita esponenziale possa nascondere fragilità strutturali. Per anni ha cavalcato il boom del mercato immobiliare cinese, finanziandosi con un indebitamento eccessivo. Quando il settore ha iniziato a rallentare, l'azienda si è trovata in una crisi di liquidità senza precedenti, mettendo a rischio milioni di investitori. Questo caso dimostra che detenere a lungo un'azienda senza monitorarne i fondamentali può portare a perdite devastanti.

A differenza degli altri due casi, quello di Evergrande è stato ancora più rovinoso;

Difatto ha portato ad una crisi strutturale del settore edilizio in Cina che insieme all'ondata di Covid 2019  e le relative misure restrittive hanno contribuito enormemente alla fuga di capitali esteri dal mercato Cinese, strappo che sta venendo ricucito con delle importanti sovvenzioni statali.


A differenza di Monte dei Paschi, Evergrande il 29 Gennaio 2024è stata dichiarata "fallita" dal tribunale di Hong Kong che ha constatato le enormi pressioni dei creditori esteri.


https://www.ilsole24ore.com/art/evergrande-non-nuovo-caso-lehman-ma-test-importante-AFyk9XXC


Un'alternativa più sicura: gli indici diversificati

Se detenere asset singoli può risultare rischioso, una strategia più resiliente è investire in indici diversificati come l'MSCI World. Questo indice rappresenta centinaia di aziende in tutto il mondo, riducendo drasticamente il rischio specifico legato a singole imprese. Anche nel difficile decennio 2000-2010, caratterizzato dallo scoppio della bolla dot-com e dalla crisi finanziaria del 2008, l'MSCI World ha mostrato una ripresa nel lungo periodo. Diversificare significa mitigare le perdite di alcuni settori con le crescite di altri, rendendo il buy and hold molto più efficace e sostenibile nel tempo.

Quindi, niente Buy and Hold??NO!

Il buy and hold è una strategia che funziona in alcuni casi, ma non è sempre vincente, specialmente con asset singoli e concentrati. L'errore comune è credere che ciò che è forte oggi lo sarà per sempre, e che un asset in perdita, con la dovuta pazienza, possa quasi sempre riprendersi.

La realtà dimostra che le aziende possono cambiare, i mercati possono evolversi e ciò che sembrava sicuro può diventare un disastro finanziario. Per questo motivo, è fondamentale monitorare periodicamente gli investimenti, diversificare il portafoglio e non cadere nell'illusione di detenere un asset "a vita".

La lezione da imparare? L’investimento è un processo dinamico, non statico. E a volte, vendere è la scelta più saggia.

sabato 1 marzo 2025

Etf Tematici e Considerazioni

Ciao a tutti, 

E benvenuto alla lettura sul mio Blog. 

Oggi vorrei presentare un tema molto dibattuto,  ovvero quello degli ETF tematici, allo scopo di analizzare un caso studio che può metterci in guardia sui potenziali rischi ed offrire io mio punto di vista su questa tipologia di strumenti; Partiamo!


ETF Tematici: Investire o Farsi Trascinare dalla Moda? Il Caso di MJ


Negli ultimi anni, gli ETF tematici hanno guadagnato popolarità grazie a narrative accattivanti e promesse di crescita esponenziale. 

Per chi non ne fosse a conoscenza, stiamo parlando di una branca di ETF che ci permette di avere una esposizione su dei temi molto specifici,  come Acqua,  Intelligenza Artificiale,  Guida Automatica,  Green...insomma davvero per tutti i gusti!

La forte componente attrattiva  risiede nel fatto che spesso ci si possa imbattere  su  dei temi molto "caldi" o particolarmente sensibili  su cui si valuta di "puntare" per poter ottenere una maggiore remunerazione rispetto agli strumenti finanziari più tradizionali.

 

Facciamo un esempio!


Sappiamo tutti che la percentuale di acqua potabile è circa del 2% rispetto a tutta la disponibilità idrica presente sul pianeta, quindi,  perché non approfittare delle sicure difficoltà che incontreremo in futuro, con un bell'ETF sull'acqua?

Tuttavia,  sappiamo bene che in finanza non esistono i "pasti gratis", e questo dovremmo tenerlo sempre in mente. 

Non voglio ripetere cone un mantra che i mercati sono altamente efficienti e quindi quelle che possono sembrare idee innovative in realtà sono già state messe in pratica da molti prima di noi, aiutando il mercato a prezzare correttamente il tutto...

Piuttosto andremo ad affrontare un'analisi di uno strumento che ha dimostrato quanto possano essere "croce e delizia" di un investitore medio,  su un tema molto dibattuto. 


Oggi voglio portare "sul banco" uno degli esempi più emblematici,MJ, il cui nome completo è Amplify Alternative Harvest ETF, e si tratta di un fondo che investe nel settore della cannabis, promosso come il modo migliore per cavalcare il boom di un'industria emergente.



Ma cosa è successo realmente agli investitori che ci hanno creduto? E soprattutto, gli ETF tematici sono davvero una buona idea di investimento o sono solo un prodotto commerciale per attirare retail?



MJ: Quando la Moda Non Porta Profitti


Lanciato nel 2015, MJ è stato il primo ETF sulla cannabis, attirando enorme interesse quando i governi di vari paesi, Canada in primis, hanno iniziato a legalizzare il consumo di marijuana. L’idea sembrava vincente: un settore nuovo, in forte espansione e con un immaginario dirompente.

Nel 2018, con il mercato in piena euforia, MJ ha raggiunto un picco di oltre 480$ per quota. Il settore sembrava inarrestabile, con aziende come Canopy Growth e Aurora Cannabis che si quotavano in borsa con valutazioni da capogiro.

Tuttavia oggi MJ vale circa 22,49$, segnando un calo di circa il 90% dalla sua quotazione; Gli investitori che sono entrati spinti dall’entusiasmo hanno subito perdite enormi.



Grafico di MJ dalla sua quotazione ad oggi:


Pensate: mentre i mercati tradizionali segnavano massimi su massimi,  il valore di questo fondo ha continuato a perdere incessantemente, come evidenziato dal grafico. 


Che  smacco! Siamo così sicuri di dover essere sempre innovativi? Non credo!!!


Perché MJ ha visto questo crollo?


-Settore poco maturo: Molte aziende del settore cannabis erano startup con business model incerti e profitti inesistenti.


-Regolamentazioni sfavorevoli: La legalizzazione è avanzata più lentamente del previsto, soffocando il potenziale di crescita.


-Bolla speculativa: Come per altre mode, i prezzi si sono gonfiati rapidamente per poi collassare.


-Crescita del mercato inferiore alle aspettative: Si prevedeva che la cannabis legale diventasse un’industria multimiliardaria, ma la domanda reale è stata molto più bassa delle stime iniziali.


ETF Tematici: Diversificazione o Illusione?


Uno degli errori più comuni è pensare che un ETF tematico sia automaticamente uno strumento diversificato, solo perché investe in più aziende. 

In realtà, questi prodotti sono spesso concentrati su un singolo settore altamente volatile, rendendoli più simili a un investimento speculativo che a una strategia diversificata, e presentano degli expense ratio molto alti. MJ, ad esempio, ha un costo dello 0,75%, ben superiore a un classico ETF su indici globali.



Rischio Size e le Aziende di Cannabis: Un'Ulteriore Incertezza


Oltre ai già noti fattori di rischio legati alla regolamentazione e alla volatilità del mercato, il settore della cannabis soffre anche di un altro rischio significativo: il fattore di rischio Size. Questo concetto si riferisce alla realtà che le aziende più piccole sono meno stabili e più volatili rispetto alle grandi imprese consolidate.

Certo, sappiamo bene che se le cose vanno come sperato,  questo può portare a dei grandi rendimenti, ma il rovescio della medaglia risiede nel fatto che spesso queste aziende così piccole e settoriali possono portare a grandi perdite


Nel caso di MJ, un ETF che investe in molte piccole aziende del settore, il  fattore di rischio Size si fa sentire con maggiore intensità. Le aziende di cannabis sono spesso piccole start-up, alcune delle quali non hanno ancora raggiunto la redditività, con bilanci in perdita o senza un modello di business sostenibile. Queste aziende sono molto più sensibili ai cambiamenti nel mercato e alle normative governative, che possono avere impatti devastanti.


Conclusione: Gli ETF Tematici Sono una Trappola per Retail?


Molte case di gestione usano gli ETF tematici come prodotto commerciale, spingendo gli investitori a comprare sulla base delle emozioni più che di una reale strategia d’investimento.

Vi invito a leggere questo articolo di Morningstar,  dove viene preso in esame il fatto che per la prima volta da dopo il Covid,  gli etf tematici hanno visto grandi deflussi di capitali,

https://www.morningstar.it/it/news/261166/primo-anno-di-deflussi-per-gli-etf-tematici.aspx

Ovviamente non abbiamo la sfera di cristallo,  e magari tra qualche anno il settore della Cannabis potrebbe ricevere nuovi afflussi di capitali in seguito a cambiamenti normativi: tuttavia dopo un rendimento storico così scadente, considererei uno strumento simile allo stesso modo di una scommessa, e non in altro modo. 

E lo stesso  vale per molti prodotti similari.


Tiriamo le Somme


✅ Quando ha senso (o per dire meglio, potrebbe averne...) investire in ETF tematici?


- Se si ha una convinzione forte e di lungo periodo nel settore.


- Se si è consapevoli dell’alta volatilità e si accetta il rischio di forti drawdown, decidendo di allocare solo una piccola parte di portafoglio. 



❌ Quando evitarli? 


Se si cerca una vera diversificazione (MSCI World o S&P 500 sono molto più efficienti, o variando  per asset class che presentano un percorso storico tangibile,  come Oro e Bond Governativi)


- Se il settore è gonfiato da hype senza fondamentali solidi.


- Se le commissioni sono troppo alte rispetto ai potenziali rendimenti.


La mia Opinione 


MJ dimostra come gli ETF tematici possano rivelarsi un’illusione per gli investitori retail, più che una vera opportunità. Se il tuo obiettivo è costruire ricchezza in modo sostenibile, diffida delle mode e punta su investimenti solidi e ben diversificati.

Penso che se sei arrivato sino a quì, avrai certamente capito che gli  ETF tematici non rappresentano la mia filosofia di investimento e nel mio portafoglio pubblico detengo solo una piccola percentuale dedicata al Rame, che considero una materia prima molto importante e che può lavorare bene insieme all’oro

Reputo la maggior parte di questi strumenti come inutili ed eccessivamente rischiosi, motivo per cui non mi sento certo di consigliarli,  se non con un utilizzo capillare e consapevole. 


Vi ringrazio per la lettura, 

Buon proseguimento. 


Gioele 



martedì 11 febbraio 2025

Pronti all'azione!

 Ciao a tutti,  

Eccoci finalmente pronti per il mio ultimo episodio di questa serie, dove voglio raccontarvi il mio percorso a tutto tondo e ovviamente,  senza filtri!

Buona lettura 😀 


I PRIMI PASSI

Dopo la batosta ricevuta in seguito alla frettolosa copia di cui ti ho raccontato nel precedente articolo, decisi di  iniziare davvero a imbastire il mio portafoglio in modo totalmente autonomo, e tramite delle ricerche su Google, indivuduai rapidamente negli ETF  (ovvero dei Panieri di Azioni) lo strumento ideale per i miei progetti: efficienti, adeguatamente diversificati e con buone prospettive di crescita.


Tuttavia, decisi di approcciarmi in un modo che credevo fosse unico, salvo rendermi conto che in realtà stavo commettendo uno dei classici errori di impostazione


Preso dalla buona volontà e da una dose di "sana incoscienza" decisi di acquistare via via molti ETF specifici su singole nazioni.

Trovavo così eccitante possedere indici di Nazioni importanti come il Giappone, il Canada, e ovviamente le immancabili India e Cina...vuoi mica saltare i mercati emergenti!!!


Affiancato a questi ETF estremamente specifici affiancai alcune singole azioni che passai ore ed ore a selezionare con le rudimentali idee che avevo sulla scelta di un titolo.

Ero lanciatissimo, perché le mie azioni (che ovviamente erano tra le più popolari, come Pepsico, Amd e Parker Hannifin) stavano andando alla grande, gli indici di Giappone e India andavano forte e AMD stava raggiungendo il suo record storico.

Pensavo di avere composto il portafoglio perfetto!


Tuttavia, presto mi resi conto dei limiti di una gestione complessa  e che supera le nostre capacità organizzative. 

La azioni avevano trimestrali brillanti, ma perdevano valore sui mercati, ed io non riuscivo a capirne realmente io motivo.

Arrivava il giorno del deposito e non sapevo esattamente cosa comprare e in che quantità.

E sopratutto, il vero nemico di ogni investitore attivo, non sapevo realmente quando era il momento di comprare e di vendere un titolo azionario.


Ben presto, capii che dovevo studiare seriamente, senza perdermi inutilmente dietro ad ogni news di mercato ed informazioni prese a spizzichi e bocconi, ma attraverso dei testi seri e strutturati,e mi feci aiutare da persone molto valide, come il buon Gianni Russo, un ottimo consulente autonomo che non smetterò mai di ringraziare, e a cui vi consiglio di andare a trovare sul suo canale di youtube "Investire Per Vivere".


Compresi subito che era necessario semplificare il portafoglio anziché complicarlo con molto strumenti di difficile gestione, visto il capitale modesto e le conoscenze ancora da affinare.


Capii realmente che investire comporta una inevitabile esposizione al rischio,e che spesso non ne siamo realmente consapevoli riguardo  ai prodotti su cui ci stiamo esponendo.


Per farvi un esempio guardate solo l'indice Nikkei,  il più rappresentativo della Borsa Giapponese:





Dopo il massimo di fine anni '80, l'indice ha ottenuto significative perdite, recuperate solo negli ultimi anni.


Il Nikkey, come il FTSE Mib, sono classici esempi di come esporsi su dei rischi specifici ( come singole azioni, etf settoriali ) possa rappresentare un rischio non pagato adeguatamente dal mercato.
Infatti, oltre al rischio sistemico, ci assumiamo anche il rischio specifico che una azienda, settore o paese riescano  a proseguire la loro crescita; e se i mercati nella loro globalità sono quasi sempre cresciuti nell'arco di cento venti anni, lo stesso non può dirsi su molti asset specifici 


AL LAVORO!

Dopo avere letto e compreso i benefici di una strategia  Passiva e Multi-Asset,  ho deciso di mantenere questo tipo di allocazione e di promuoverne i benefici che si possono ottenere, in ogni contesto economico. 


Così ho accorpato tutte le singole azioni all'interno dell'MSCI World,  un Etf che contiene all'interno più di 1400 aziende per circa il 40% del portafoglio. 


Affiancai una massiccia porzione (35%) ai Bond  Usa di Media e Lunga scadenza


Ed ovviamente non poteva mancare l'oro, la migliore materia prima per diversificare il proprio portafoglio,  e piu recentemente affiancandone una piccola porzione di Rame (15% Oro e 5% Rame).


in questo modo il mio portafoglio mantiene stabilmente una allocazione simile a questk diagramma, quì raffigurato. 


Avere in portafoglio degli ETF che comprendano varie classi di investimento,  ci rende protetti in ogni situazione. 

Spero che questa serie ti sia piaciuta,

E che possa esserti stata di aiuto per evitare di commettere i miei errori.


Possa il tuo percorso (di vita e di investimento) essere più sereno e semplice possibile


Un saluto


Gioele 


martedì 4 febbraio 2025

Presentazione...Seconda Parte!

Eccoci alla seconda parte del mio percorso, quello che mi ha portato a creare questo blog e a strutturare il mio account su eToro.


Dopo anni di investimenti in un fondo comune poco fruttuoso, sentivo il bisogno di un approccio diverso: qualcosa che mi permettesse di ottimizzare il mio tempo e, soprattutto, di ottenere un rendimento concreto dai mercati.


L’inizio su eToro


La mia scelta è ricaduta su eToro, il famoso broker multi-asset che molti di noi conoscono. Non lo nego: la decisione è stata influenzata dalla sua massiccia presenza pubblicitaria. Ricordo benissimo gli spot in cui un nerd nella sua cameretta copiava con un clic le operazioni di un amico esperto, mentre continuava a giocare ai videogiochi.








L’idea di replicare automaticamente le mosse di trader più competenti mi intrigava: un modo per imparare sul campo e, magari, ottenere un secondo reddito.


L’iscrizione è stata veloce e intuitiva, e non appena ho avuto accesso alla piattaforma mi sono sentito come un bambino in un Luna Park. Tutte le aziende più famose erano lì, a portata di clic: Apple, Microsoft, Tesla, Coca-Cola… wow! Poi c’erano le coppie di valute, le materie prime, gli smart portfolio già pronti e, naturalmente, i trader più seguiti da cui prendere ispirazione.


Il mondo del CopyTrading...


Quando un nuovo utente si iscrive, viene travolto da una quantità enorme di stimoli. L’interfaccia è semplice e immediata, e la vetrina è dominata dai trader più popolari. Questo crea un circolo in cui i veterani guadagnano sempre più visibilità, mentre per chi inizia è molto difficile farsi notare. Ma questa è un’altra storia…


All’inizio ho deciso di testare il copytrading con un conto demo, copiando Fundmanager Zench, un trader con un solido storico di rendimento e un background nel settore bancario. Mi colpiva la sua disponibilità nel rispondere alle domande e la qualità delle analisi settimanali che pubblicava ogni mercoledì.

Ovviamente dopo qualche settimana iniziai a depositare denaro reale con cui operare


Successivamente, ho aggiunto Coolingman, un ragazzo della Malesia con una strategia più semplice ma efficace. Con lui è nato un bellissimo rapporto di corrispondenza, che prosegue ancora oggi. Uno degli aspetti più belli di eToro è proprio questo: creare connessioni con persone lontane, unite dalla stessa passione per i mercati.







Per mesi ho mantenuto una copia passiva, mentre cercavo costantemente nuove informazioni e valutavo altri trader. Avrei potuto semplicemente lasciare lavorare i professionisti e aspettare i risultati, ma dentro di me sentivo un’irrequietezza crescente. Volevo di più.


È qui che ho commesso un grande errore, e voglio condividerlo per chi si trova nella mia stessa situazione.


Invece di avere pazienza e lasciare che i rendimenti maturassero nel tempo, ho deciso di aggiungere un nuovo trader. Lo avevo scoperto da poco: spiegava poco della sua strategia, ma aveva avuto rendimenti incredibili l’anno precedente grazie a un algoritmo proprietario che operava nel mercato del Forex.


Non sapevo praticamente nulla del Forex, né  rischi connessi, ma non ci ho dato peso. In fondo, era lui a fare il lavoro: io dovevo solo copiare e incassare i profitti. Sembrava un’opportunità d’oro.


Dopo qualche mese, però, la sua strategia è cambiata radicalmente. Ha iniziato a puntare su ETF a leva e ha aperto posizioni short sul Nasdaq, proprio mentre il mercato continuava a salire.


L’effetto è stato devastante. In poche settimane, mesi di piccoli guadagni sono stati quasi completamente azzerati. Un colpo durissimo, soprattutto perché era totalmente fuori dalla mia gestione.


Alla fine, ho deciso di abbandonarlo, ma l’amarezza era tanta. Avevo capito che il copytrading può essere uno strumento potente, ma non permette di delegare ciecamente. Vedevo ancora il suo potenziale, ma non ero più disposto a sopportare perdite dovute agli errori altrui.


E così, ho iniziato a considerare un’altra strada: operare in autonomia.


Ma questo… è un’altra storia...e ne riparleremo nella terza parte  😉


Grazie per aver letto la mia esperienza. Spero che possa esserti utile nel tuo percorso.


Ti auguro il meglio, negli investimenti e nella vita.


Gioele

venerdì 31 gennaio 2025

Presentazione...prima di tutto!

 Ecco un nuovo articolo...pronto per voi!

Ho il piacere di condividere il mio percorso nel mondo della finanza e degli investimenti personali.

Innanzitutto, partiamo da dove è tutto iniziato, ad Aprile del 2020.

Tutti voi ricorderete quel periodo, dove eravamo costretti a suon di DPCM ed articoli più o meno mirati a stare in casa, in attesa di sviluppi su una situazione, il Covid, che ora ci sembra molto lontana e risolta, ma in quei monenti, era vissuta con grande preoccupazione. 



Nel mio tempo libero, mi ero approcciato a Gimme5, una famosa App della società AcomeA sgr., e qui avevo iniziato ad imbastire il mio primo piano di accumulo (PAC) attraverso i loro fondi comuni di investimento pre impostati.





L'app era davvero ben fatta, molto intuitiva e al contempo molto efficace, perché permetteva di iniziare davvero ad investire con somme molto piccole.


Inoltre, la società era (e credo lo sia tutt'ora) molto attenta ad educare le persone finanziariamente, fornendo delle TIPS specifiche sui temi più importanti per iniziare a "capirci qualcosa ", e posso confermare che questo tipo di educazione digitale sia stata molto utile nelle prime fasi.

Avevo impostato il mio obbiettivo,  la mia somma impostata mensilmente e sapevo bene che la costanza sarebbe stata l'arma vincente.

Non avevo idea di come fosse composto il fondo bilanciato a cui avevo aderito, Occasionalmente verificavo le performance,  ma nulla di più.

Parallelamente mi ero informato in merito al mercato delle criptovalute,  ed attraverso la piattaforma di Skrill avevo iniziato ad effettuare un piano di accumulo su Bitcoin ed Ethereum gestito nello stesso identico modo di come investivo nel fondo di Gimme5, sempre con lo stesso grande entusiasmo e voglia di costruire un qualcosa di utile per sé stessi.





Tuttavia, il "meccanismo " è durato qualche anno, nel quale mi sono concentrato su altre aree della mia vita, sino a quando ho voluto approfondire  meglio i temi di finanza personale per avere una Maggiore consapevolezza in merito a quanto stessi facendo.


Ho provato a confrontare le prestazioni del mio fondo di Gimme5 che stranamente era sempre leggermente in positivo, ma spesso in perdita, con i principali indici mondiali, come lo Standard and Poor's,  il Nasdaq, e il FTSE MIB.

Ecco, lo scontro è stato impietoso, a dire poco.

Nonostante i mercati avessero raggiunto dei massimi, e avessero effettuato dei forti rimbalzi dopo il 2020 ed il 2022, il mio fondo era ancora "fermo al palo," infatti non avevo nessun tipo di guadagno, ero sempre in pari e volevo comprenderne il motivo.

Scoprii presto che il fondo era totalmente inefficiente,  nonostante le apparenti basse commissioni offerte dalla piattaforma. 

Era esposto in titoli che avevano sottoperformato il mercato (anche se su questo non posso dare una colpa ai gestori, perché la vita presto mi avrebbe fatto capire quanto è difficile scegliere i titoli singolarmente), aveva risentito delle perdite obbligazionarie che abbiamo visto con il rialzo dei tassi post Covid, ed in generale, soffriva di tutte quelle piccole commissioni (ingresso, performance, mantenimento) che inizialmente uno non valuta accuratamente, ma che con gli anni impattano terribilmente sulle performance generali.

Affidarsi ciecamente ad un fondo gestito  senza comprenderne accuratamente i costi nel lungo periodo ed ignorando su cosa sia realmente composto  è un classico errore che sono convinto sia commesso da molti, all'inizio.


Da lì, è partita la mia svolta, con uno studio mirato  ed una prima fase di raccolta di informazioni volta a voler mettere le "mani in pasta" da solo, ed evitare di perdere ulteriore tempo, perché nel frattempo, dopo le favillanti prestazioni del 2021, anche il mercato delle criptovalute si era dimostrato molto ostico, con un profondo bear market che mi ha fatto realmente comprendere quanto fosse volatile e ciclico.


Guardate che crollo dopo il picco di Novembre 2021!

 


Ma...Il mio approdo su Etoro, e i miei primi passi in autonomia, verranno raccontati nella seconda parte!


Al prossimo episodio!


Gioele 

mercoledì 29 gennaio 2025

Perchè questo Blog?

Ciao a tutti,

Eccoci per il primo vero articolo di questo Blog.

Ma prima di tutto, perché dovrei scrivere un Blog? In fondo, sappiamo tutti benissimo che ce ne sono già tanti, e per giunta molto validi.

E tu, che magari mi hai conosciuto tramite eToro, perché dovresti leggere i miei contenuti (anche) quì?


Semplice!! 

Perché dopo un anno di creazione di contenuti, ho voluto ritagliare uno spazio TUTTO MIO, dove poter scrivere quello che penso (ovviamente senza dover mandare niente e  nessuno a quel paese!!!), senza la giusta formalità che una piattaforma così seria richiede,e senza nessun tipo di pressione.

Inoltre, voglio essere ancora più coerente con me stesso, e potermi dedicare a pensieri e riflessioni che ho piacere a condividere,  ma che all'interno di un Feed così ampio e competitivo non trovano spazio.

Sia chiaro, durante l'arco di questo primo anno, ho avuto il piacere di conoscere virtualmente molti utenti davvero interessanti e preparati, e le interazioni di qualità non sono mancate.

Inoltre, anche il pubblico più vasto ha apprezzato il mio lavoro, portandomi ad avere oltre venti copiatori e quattrocento followers....niente di particolarmente eccezionale...ma neanche da ultimo dei "pirla"!

Tuttavia, sto realizzando sempre di più quanto sia difficile emergere dalla "massa" di aspiranti trader e investitori che desiderano aumentare il loro livello all'interno del programma, per poter ricevere un secondo reddito direttamente da eToro

Già, perché se non lo sapessi, fino al raggiungimento del livello Champion ( qielli con la stella marrone), tu non becchi una lira, e la maggioranza dei trader, appunto, non viene remunerata.


Stando agli ultimi dati, di circa 3500 Popular Investo presenti, solo 1000 ricevono una vera remunerazione generata dalla loro presenza, dall'Asset Under Management (ovvero il totale dei soldi che hanno in gestione attraverso i copiatori) e dai loro contenuti che devono pubblicare almeno una volta al mese.

E se come me, sei un investitore di buone speranze, ma parti da zero, il percorso, a meno di evidenti picchi di prestazione che ti portino in cima alle graduatorie o agli algoritmi, diventa davvero in salita!


Questo, nelle ultime settimane,  mi ha molto demoralizzato,  perché in fondo, anche se dobbiamo presentare sempre la versione migliore di noi stessi, dietro ai profili ed ai post, ci sono comunque delle persone reali, che come tutte hanno i loro problemi, le loro aspettative, e magari non possono aprirsi realmente per come vorrebbero data la forte competizione  e la forte volubilità del pubblico, che spesso ai primi segnali di pericolo, abbandona rapidamente la nave.


Insomma, spero di non essermi dilungato, ma questa è sostanzialmente una nuova dimensione dove voglio raccontare davvero chi si cela dietro ad un profilo tra i tanti che vedete quando scorrere le varie pagine.


Vi auguro una buona giornata, e voglio ringraziarvi per la lettura del mio Blog.


Gioele 


Biografia

Intervista ai Popular Investor episodio 6

Ciao a tutti! Finalmente ci risiamo, carichi e pronti come sempre 😀 Per il nostro sesto episodio abbiamo due ospiti eccezionali: Luca Prete...