Ciao a tutti!
Finalmente ci risiamo, carichi e pronti come sempre 😀
Per il nostro sesto episodio abbiamo due ospiti eccezionali: Luca Prete (Thor 1980) e Maurizio Priamo (Maurizio_P), due utenti italiani che si sono messi in gioco e hanno deciso di aprirsi a tutto tondo nel nostro salotto virtuale.
Partiamo!!
Presentatevi: chi siete e cosa fate nella vita oltre a eToro?
Luca: Ciao, sono Luca, ho 46 anni, vivo a Bergamo con la famiglia e due figli piccoli di 9 e 6 anni che assorbono ormai quasi tutto il tempo libero. Nella vita lavoro in banca e mi occupo di commercio estero per le aziende. Prima di laurearmi ho fatto tanti lavori e maturato esperienze diverse che mi hanno arricchito molto.
Maurizio: Mi chiamo Maurizio e sono un “investitore indipendente” 😊… scherzo, però sarebbe il mio sogno vivere con i soli guadagni da investimento… diciamo più un obiettivo a lungo termine che non proprio un sogno. Ho un background ingegneristico e nella vita faccio il Project Manager nel settore industriale dell’ingegneria e costruzioni per una grande multinazionale italiana. Sono sposato con un figlio di 6 anni e vivo a Roma. Oltre al lavoro, che mi occupa la maggior parte del tempo insieme alla famiglia, provo a coltivare i miei due hobby: il tennis e, appunto, gli investimenti (o più in generale i mercati finanziari).
Come vi siete avvicinati al mondo della finanza personale e qual è oggi il vostro approccio agli investimenti?
Luca: Ovviamente ho iniziato per lavoro, occupandomi di investimenti e dei risparmi dei clienti. Poi, quando ho avuto possibilità di risparmiare in prima persona, ho iniziato a investire sperimentando fondi comuni, obbligazioni e, per opportunità fiscali, anche in un fondo pensione. Dopo aver cambiato ruolo lavorativo ho avuto più tempo per studiare finanza e iniziare a seguire con costanza l'andamento dei mercati e delle azioni. In un primo momento ho destinato una piccola parte di patrimonio al trading puro e l'ho investita in modo molto speculativo (forex, indici e azioni a leva). Il grosso del patrimonio è rimasto allocato in strumenti a basso rischio, a copertura di inflazione e spese familiari. Oggi ho ridotto molto la quota speculativa. Da quando sono entrato nel programma PI di eToro, ho fatto prevalere la mia coscienza e l'etica. Anche se è una libera scelta copiare portafogli più o meno rischiosi, come ho sempre fatto nel lavoro, con i risparmi altrui cerco di ridurre al minimo la rischiosità delle operazioni, mantenendo al contempo una redditività adeguata e superiore a strumenti risk free.
Maurizio: Mi sono avvicinato alla finanza personale in modo graduale. Inizialmente volevo mettere a terra le conoscenze didattiche (ho anche una laurea in Economia), poi per necessità: volevo capire come proteggere il capitale in un contesto macro sempre più instabile. Con il tempo ho abbandonato un approccio più “reattivo” e ho costruito un metodo strutturato: oggi investo pensando in scenari, non in singole notizie. Il mio approccio è intraprendente ma disciplinato: accetto la volatilità come prezzo da pagare per rendimenti superiori, ma cerco di evitarla quando non è compensata da un reale upside. Oltre al conto su eToro, dove utilizzo un approccio da “investitore intraprendente”, ho altri investimenti su altre piattaforme/banche, ognuno con approccio diverso (speculativo uno e da “investitore difensivo” l’altro), sempre prevalentemente azionari. Ovviamente con importi bilanciati rispetto al diverso rischio ed approccio. Insomma, un hobby che mi porta via molto tempo (la notte specialmente). Per ora direi però che ne sta valendo la pena 😊
Ci sono stati errori, convinzioni sbagliate o approcci che col tempo avete capito essere fallaci e che oggi evitereste di ripetere? Cosa vi sentite di trasmettere a chi vi segue?
Luca: Come ogni investitore ho commesso anche io errori: scelta di titoli azzardati o timing sbagliati. Ma la cosa che più mi ha fatto crescere è il money management e la giusta calibratura del cash. Nei primi anni di investimento, quando ancora operavo a leva, vendendo guadagni consistenti decisi di ritirare il capitale iniziale e lasciare investiti solo i guadagni. Non avevo correttamente valutato l'effetto della leva in un contesto avverso, che puntualmente si è verificato, e diverse posizioni nel giro di poco tempo hanno raggiunto lo stop loss. Sono stato troppo in attesa prima di reintegrare il capitale per aumentare la soglia di stop loss o per mediare i prezzi sfruttando le forti discese avvenute. Col senno di poi avrei dovuto operare in modo più prudente, calcolare bene l'effetto della leva sul capitale allocato e mantenere un adeguato margine. Se l'avessi fatto, le perdite sarebbero state nulle e avrei guadagnato di più. L'insegnamento è quindi quello di tenere sempre costantemente monitorato il capitale e il margine di liquidità, rapportandoli al tipo di investimenti che si fanno e alla volatilità che esprimono.
Maurizio: Gli errori non sono mancati. Se guardi il mio storico su eToro, il primo anno (nel lontano 2018) è stato un disastro. Avevo la supponenza di poter stracciare il mercato facendo trading intraday; non avevo ancora letto “L’investitore Intelligente” di Graham (del quale ti ho mandato una foto in un tuo post e ne approfitto per consigliarlo a tutti, anche a chi non ha background su investimenti). Speculavo su cripto e mercati fortemente volatili. Non è andata molto bene. Superata la fase del trading, sono passato agli investimenti ma tendevo a sovrastimare il market timing e a sottovalutare l’impatto emotivo delle decisioni prese sotto pressione. Col tempo ho imparato che la coerenza di strategia conta più della singola operazione brillante e che la gestione del rischio è più importante della previsione perfetta. Non fare nulla, a volte, è una decisione. A chi mi segue cerco di trasmettere proprio questo: non inseguire il mercato, ma costruire un processo che funzioni nel tempo, anche quando le condizioni non sono ideali. In quest’ottica è fondamentale costruire un portafoglio in cui credete (credere su ogni titolo, puntare su azioni di società che conoscete con fondamentali solidi e/o con prospettive di crescita realistiche) e bilanciarlo nel modo corretto (forse la cosa più difficile da fare).
4. Domande Specifiche (Selezione e Palantir)
Luca, in base a cosa selezioni i titoli, considerando la tua esperienza nel settore finanziario-bancario?
Luca: I titoli li seleziono dopo aver individuato il settore di riferimento su cui intendo entrare. Dopo aver scelto il settore, guardo i titoli trending del settore e quelli maturi, valuto i loro fondamentali e le prospettive di crescita. Se ci sono titoli sottovalutati ma validi, approfitto dell'opportunità. Altrimenti punto su titoli che investono e innovano. Con una parte di portafoglio destinata al trading puro, faccio scelte più di momentum, analisi grafica e news settoriali. Per operare così c'è bisogno di un grosso sforzo in termini di approvvigionamento di dati e informazioni. Il mio lavoro in questo mi aiuta abbastanza.
Maurizio, ci racconti la tua intuizione su Palantir e il percorso che ti ha portato a costruire una posizione così rilevante?
Maurizio: Qui tocchi un tema a me caro. Potrei parlarti per ore di Palantir. Provo ad essere breve. Palantir è una posizione costruita nel tempo, non un colpo di fortuna. L’intuizione nasce dall’osservazione di tre fattori chiave: vantaggio competitivo reale nel software per analisi dati e AI operativa; forte esposizione a clienti governativi e industriali, con barriere all’ingresso elevate; transizione credibile verso un modello più scalabile e profittevole. Palantir non è solo una “AI stock”, ma una piattaforma strategica in un contesto geopolitico e tecnologico sempre più data-driven. Difficile da spiegare in poche parole, a chi interessa approfondire, invito a leggere questo recente articolo (https://io-fund.com/ai-stocks/palantir-stock-2026-forecast-valuation) che spiega bene il vantaggio competitivo di Palantir (e del suo “sistema operativo”). L’esposizione è rilevante, sì, ma monitorata costantemente. Non mi spaventa la crescita già avvenuta se è supportata da fondamentali, execution e trend strutturali. Ridurrò la posizione solo se cambierà la tesi, non per il semplice fatto che il titolo “è salito molto”. Anzi, per il momento, sono convinto che ci regalerà ancora diverse soddisfazioni.
Quando un titolo in portafoglio entra in una fase difficile (drawdown, notizie negative, volatilità), quali segnali concreti vi fanno tenere, ridurre o chiudere una posizione?
Luca: Se ho deciso di metterli in portafoglio, vuol dire che ho valutato il business model e quindi, a prescindere dalle news o da fatti imprevisti più o meno momentanei, tengo il titolo senza agire di impulso. Raramente vendo, se proprio la situazione è talmente compromessa da rendere il titolo junk. Il fatto di investire in azioni la parte di patrimonio che figurativamente "non mi serve", ovvero non serve alla mia famiglia nel quotidiano e i cui rendimenti servono solo per accumulare e crescere nel tempo, mi rende tranquillo nelle fasi down. Questo è per me un concetto importante che ho cercato sempre di far capire ai miei clienti, amici, follower e copiatori. Quando si investe, si deve seguire gli investimenti per sfruttare opportunità e fare scelte di riallocazione se necessario. Ma per investire in azioni serenamente e senza patemi d'animo, occorre considerare quel capitale "idealmente immobilizzato" e essere capaci di sostenere perdite e oscillazioni negative anche prolungate.
Maurizio: Quando un titolo entra in drawdown non reagisco mai solo al prezzo. I segnali che osservo sono: deterioramento dei fondamentali; cambiamenti nel contesto competitivo; execution del management; rottura della tesi macro o settoriale. Se il problema è solo volatilità di mercato, spesso mantengo o ribilancio. Se invece la tesi viene invalidata, riduco o chiudo senza esitazioni. La disciplina viene prima dell’orgoglio.
Cosa ne pensate del programma Popular Investor di eToro e della grande quantità di rumore che si genera sulla piattaforma? Cosa si potrebbe fare per migliorare l’ecosistema?
Luca: Il programma in sé è interessante ed è una delle cose che, insieme alla fruibilità della piattaforma, mi ha fatto optare per eToro dopo aver provato anche altri broker. Purtroppo, però, constato spesso che le regole sono solo scritte ma non fatte applicare. Mi sarei aspettato che ci fosse un algoritmo che controlli quanto meno gli aspetti quantitativi, facilmente misurabili.
Riguardo alla qualità, i pagamenti e le retrocessioni ai PI creano un evidente conflitto di interessi. Ci sono pochissimi Popular Investor che fanno education. Si vedono raramente analisi che spiegano perché un titolo è in portafoglio e con quale obiettivo (hedge, prospettive, dividendo, geodiversificazione, settore, ecc.). Ci sono tanti investitori di spessore, con esperienza pluriennale e bravi davvero, ma il feed è inondato da una miriade di post di ragazzi meno che ventenni o addirittura studenti, che per quanto possano essere appassionati di finanza ed esperienza, non penso possano avere reale peso. Tuttavia postano costantemente contenuti con una frequenza tale che neanche un editor riesce a leggere. Ti rendi conto che sono solo pure teorie comportamentali, ma niente di tecnico. Ergo non ritengo sia farina del loro sacco e l'obiettivo è palese: ricerca di copiatori. Migliaia di post su disciplina, fomo, hype, bias, panico, ecc., ma rare analisi fondamentali di titoli, trend settoriali o altro di interessante.
Questa malattia di scarsità di contenuti purtroppo ha intaccato anche molti PI Elite ed Elite Pro che ormai "vivono di rendita". Vorrei che eToro ponga attenzione sulla qualità del feed, ma l’interesse del broker è più rivolto alla parte social che alla qualità. D’altronde il suo guadagno è su commissioni e spread che si originano con elevato traffico social.
A mio avviso si dovrebbero riscrivere le regole qualitative, più chiare e misurabili, che poi andrebbero fatte rispettare. Limitare la quantità di post potrebbe sembrare censura, ma non lo sarebbe: sarebbe a tutto vantaggio della qualità. La quantità si può fare su mille altre piattaforme solo divulgative. Si potrebbe determinare i temi che un PI deve affrontare. Ad esempio: obbligarli a pubblicare un post a settimana su trend, uno sul portafoglio, uno su analisi di un titolo o cose del genere. Se non sei in grado, fai il comune investitore, ma non il fund manager e PI. Comprendo, però, che cose del genere andrebbero a limitare la socialità dell'app, quindi sono impraticabili.
Maurizio: Bella domanda e difficile la risposta. Il programma Popular Investor è un’ottima opportunità, ma la troppa enfasi sul breve termine e sulle “classifiche giornaliere” rischia di distrarre dall’obiettivo principale per i più: investimento e guadagno a medio-lungo termine.
Per migliorare l’ecosistema, a mio avviso servirebbe: più educazione finanziaria (corsi gratuiti per tutti i livelli, webinar, possibilità di videochiamate con i Popular Investor disponibili, ecc.); più focus sui processi decisionali (come sembra fare su rischio e drawdown).
Che rapporto avete con i vostri follower e soprattutto con i vostri copiatori? Quanto pesa per voi la responsabilità di essere seguiti?
Luca: Il rapporto con follower e copiatori è molto aperto e trasparente. Cerco di rispondere sempre a ogni domanda e chiarimento. Offro la mia consulenza e disponibilità in modo spassionato e senza doppio fine. Sicuramente da quando ho avuto i requisiti per iscrivermi al programma PI ed essere copiato, ho cambiato strategia rendendola molto meno aggressiva, non perché sentissi peso di responsabilità, quanto per rispetto a chi mi affida i propri risparmi e per l’etica professionale che mi appartiene. Fortunatamente non vivo e non intendo vivere con quanto eroga eToro, perché il mio lavoro mi piace molto; di conseguenza non cerco copiatori a tutti i costi. Le speculazioni le faccio altrove e in eToro offro correttezza e trasparenza a rischi accettabili. Spesso faccio anche sondaggi per chiedere alla community che argomento vuole trattare nei futuri post.
Maurizio: Il rapporto con follower e soprattutto con i copiatori è centrale. Mi sento responsabile non solo delle performance, ma anche della comunicazione: spiegare cosa faccio e perché lo faccio è parte integrante della strategia. La responsabilità pesa, ma è anche ciò che mi obbliga a restare disciplinato e coerente nel tempo.
Qual è oggi il vostro vero vantaggio competitivo come investitori rispetto alla massa? E come leggete le attuali tensioni geopolitiche in relazione ai vostri piani verso il 2026?
Luca: Rispetto a tanti su eToro, penso di poter contare su esperienza professionale lunga e variegata, conoscenze di finanza e del mondo degli investimenti. Le attuali tensioni geopolitiche, ma soprattutto la mia idea che arriverà una fase laterale di mercato dopo tanti anni di forti guadagni, mi stanno facendo orientare per un approccio più diversificato e in parte difensivo. Nello specifico, sto spostando parti di portafoglio su settori più resilienti a questi eventi. Sto inserendo diversi ETF per creare una quota più stabile sia nei rendimenti che nelle fluttuazioni. Con la restante parte cercherò di cavalcare i momenti buoni con titoli a più alto tasso di crescita.
Maurizio: Il mio vero vantaggio competitivo credo sia la visione integrata: non guardo solo i titoli, ma il contesto macro, tecnologico e geopolitico in cui operano. Le tensioni geopolitiche attuali rafforzano la mia convinzione che il capitale debba essere allocato su: aziende strategiche, tecnologia critica e settori con pricing power. Verso il 2026 resto costruttivo ma selettivo: il contesto sarà probabilmente più volatile, ma anche ricco di opportunità per chi ha un metodo.
Vi siete divertiti durante questa intervista? C’è qualcosa che non vi è stato chiesto e che desiderate aggiungere o dire?
Luca: Intervista assolutamente divertente ed interessante come tutte le altre che ho letto. Grazie di avermi dedicato spazio e tempo.
Maurizio: Mi sono divertito e mi ha dato modo di fermarmi e riflettere (spesso ne manca il tempo) e anche per questo ti ringrazio. Le domande sono state centrate. Forse l’unica cosa che aggiungerei è questa: non esistono certezze nei mercati, ma esistono processi migliori di altri (non sto dicendo che il mio è meglio di altri). Il mio obiettivo è continuare a migliorare il processo, non inseguire la previsione perfetta. Grazie davvero per il tempo e la qualità dell’intervista. È stato un piacere.
E direi che il piacere è stato tutto mio!!!!
È stato un episodio molto interessante a cui entrambi ci hanno fornito degli spunti di riflessione molto interessanti.
Sono molto affascinato dal metodo di Maurizio, e comdivido in pieno la riflessione di Luca sul programma dei Popular Investor, un programma molto bello che ci ha portato tutti quì oggi, che ci permette di entrare in contatto, ma a cui ultimamente è chiaro stia accadendo qualcosa che dovrebbe essere rivisto
Vi ringrazio per la lettura, e per la vostra partecipazione a questo format!
Gioele
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